AMBIENTE

L'industria della moda è ai primissimi posti al mondo per inquinamento, subito dopo quella del petrolio.
Creare i tessuti richiede l'uso di grandissime quantità d'acqua, energia, agenti chimici e trasformarli in vestiti fa sì che una persona su sei al mondo lavori in questa industria in condizioni dove non vengono rispettati i diritti umani e la manodopera infantile persiste.

IL POLIESTERE
Non è nient'altro che una fibra sintetica plastica che deriva dal petrolio. Il petrolio, un combustibile fossile non sostenibile (e che prima o poi finirà), richiede grandissime quantità di energia per poter essere ricavato dalla profondità della terra, inoltre emette grandi masse di CO2 in atmosfera durante la sua combustione. Il riscaldamento globale ne è la conseguenza.

Attualmente il poliestere è la fibra sintetica più usata al mondo (dal 2007 ha superato il cotone e continua a crescere vorticosamente). Lo troviamo ovunque, dalle bottigliette in plastica PET, nei sacchetti, nei contenitori per gli alimenti e così via.

Ma soprattutto il poliestere, insieme ad altre fibre sintetiche, occupa il posto principale nei componenti dei vestiti che abbiamo nei nostri armadi.
La sua richiesta mondiale è dovuta soprattutto al costo (è una fibra economica, costa meno del cotone) ed è la fibra preferita di tutte le catene di abbigliamento LOW COST e FAST FASHION.

Si stima che entro il 2025, più del 90% della produzione mondiale delle fibre sarà sintetica e la maggior parte di queste sarà poliestere.

IL COTONE
Non si direbbe ma il cotone è una materia prima che ha un grandissimo impatto sull'ambiente e che occupa l'80% della produzione mondiale di fibre naturali. Tutto questo riduce la fertilità dei suoli, influisce sulla biodiversità, inquina le acque e compromette la salute e il benessere dei coltivatori.

PESTICIDI
La sua coltivazione richiede enormi quantità d'acqua, pesticidi chimici sintetici e fertilizzanti.

COLTIVATORI
Circa 100 milioni di coltivatori di cotone al mondo sono sottopagati e vivono in condizioni malsane.

IL CONSUMO D'ACQUA
Per produrre una t-shirt in cotone, dalla coltivazione al tessuto finito, servono 2.700 litri d'acqua, pari a quanti ne beve una persona in circa 900 giorni.

IL COTONE ORGANICO
Il cotone organico è un passo avanti rispetto a quello tradizionale, ma ugualmente richiede grandi quantità d'acqua per l'irrigazione.

INQUINAMENTO

 

 

Ogni anno in Italia finiscono in discarica 240.000 tonnellate di prodotti prevalentemente tessili.

A fine ciclo di vita, i tessili in poliestere o altre fibre sintetiche che finiscono in discarica, impiegano dai 20 ai 300 anni se non di più a biodegradarsi, rilasciando nell'ambiente sostanze tossiche e metalli pesanti, dannosi per il suolo. Quelli che finiscono negli inceneritori, inquinano ugualmente, rilasciando CO2 nell'atmosfera.

La Cina produrrà l'85% del poliestere mondiale e attualmente la colorazione e il finissaggio tessile inquinano 1/3 dei suoi fiumi.

Cosa possiamo fare per ridurre l'impatto?

Noi abbiamo il potere!
Scegliamo fibre naturali o a basso impatto ambientale.
Compriamo in modo coscienzioso e consapevole.
Premiamo le aziende che ci offrono trasparenza.
.
Cerchiamo di evitare che i vestiti finiscano nelle discariche, riciclandoli.
Ogni nostra scelta ha una conseguenza per le persone, l'ambiente e l'economia.

ADERIAMO AL PRINCIPIO DELLE 3R:
RIDUCI-RIUTILIZZA-RICICLA



SOLOPURO by Penta Servizi Tessili Srl, Italy - P.Iva 02092900121 - Reg. Imprese VA-230052 | Condizioni di vendita | Privacy Policy | Contattaci
Facebook | Instagram | Twitter | Pinterest | Vimeo